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comunicato stampa

27° Festival CinemAmbiente, giovedì 6 giugno al Museo Nazionale del Cinema

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Raccontare e divulgare lo stato di salute della Terra significa informare, testimoniare, stimolare e denunciare quello che accade nel mondo, dare a tutti la possibilità di sapere e di fare delle scelte. Il cinema, con il suo linguaggio universale, è lo strumento privilegiato, immediato e visivo.

Tra i tanti appuntamenti della giornata “System Change” e “Lonely Oaks 1250”, sulle battaglie dei giovani ambientalisti che difendono le foreste della Germania, “Nuked”, sui test nucleari USA nell’atollo di Bikini durante la Guerra Fredda: il film che inizia dove Oppenheimer finisce, “Mr. Beau”, una riflessione sul rapporto umani-non umani nella storia della
regista e del suo amato cane: lei è molto felice con lui, ma lui è felice con lei? Inoltre la proiezione open air all’Imbarchino del Valentino del film Green City Life, sulle città di domani, per finire con il Premio letterario Le Ghiande di CinemAmbiente alla giornalista, divulgatrice scientifica e conduttrice tv Alessandra Viola, ospite di un incontro al Circolo dei lettori.

Le proiezioni al Festival si aprono nel pomeriggio con un titolo della sezione non competitiva Panorama. Duemila poliziotti contro duecento squatter asserragliati sugli alberi: queste le forze in campo nella battaglia per la foresta di Dannenröder, durata più di quarant’anni e raccontata nel suo momento di svolta dal regista Klaus Sparwasser in System Change – A Story of Growing Resistance. La lotta ambientalista nel cuore della Germania contro l’abbattimento di una vasta area di alberi secolari per fare spazio all’autostrada federale A49 ha avuto una fase cruciale nel 2020, con il violento sgombero ‒ ripreso dal film ‒ da parte delle forze dell’ordine, delle case sugli alberi costruite dagli attivisti: un episodio di ampia risonanza mediatica soprattutto per la presenza sul luogo di Carola Rackete, l’ex comandante della Sea Watch 3, oggi candidata alle elezioni europee. L’epilogo della battaglia coincide con quello del film, che documenta anche lo sgombero del villaggio abbandonato di Lützerath occupato dagli ambientalisti e dà voce alla rabbia e alle speranze deluse delle giovani generazioni impegnate per un futuro sostenibile e contro l’indifferenza della politica alla crisi climatica.

Nel pomeriggio e in prima serata, la sezione non competitiva Made in Italy presenta due film in successione. La fabbrica della carne, di Teresa Paoli, prodotto da Presadiretta di Rai3, è un viaggio che parte dagli allevamenti intensivi italiani, dove gli animali sono ridotti a meri ingranaggi dell’industria alimentare, e arriva fino a Singapore per analizzare luci e ombre della produzione di carne in vitro. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista e l’autrice Paola Vecchia. Il secondo film, Mr. Beau, di Claudia Tosi, è la storia di un legame speciale, quello tra l’autrice e il suo amato golden retriever, e, allo stesso tempo, una coinvolgente riflessione sui rapporti tra umani e non umani. Quando Beau si ammala, infatti, Claudia intraprende un complesso percorso – tra ricerche etologiche, avventure nella natura, sessioni di coaching – per capire meglio la loro relazione e se i bisogni animali possano essere davvero soddisfatti nel mondo umano. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista.

In serata, due titoli in successione del Concorso lungometraggi. Lonely Oaks 1250, di Fabiana Fragale, Kilian Kuhlendahl e Jens Mühlhoff, ci porta in una foresta, quella di Hambach, nella Germania occidentale, diventata uno dei simboli internazionali delle battaglie ambientali. Occupata da dieci anni dagli attivisti che, arroccati in case sugli alberi, si oppongono agli ulteriori disboscamenti pianificati dalla compagnia RWE per ampliare la miniera di superficie di lignite, l’antica foresta ‒ già ridotta dai 60 chilometri quadrati originali
ai 7 attuali ‒ fu nel 2018 teatro di un tragico incidente. Nel corso di un’operazione di sgombero della polizia, lo studente di cinema Steffen Meyn cadde da un albero, perdendo la vita. Il film è basato sulle riprese da lui effettuate per due anni con una videocamera 360° fissata sul casco, che documentano, in una prospettiva personale, l’occupazione della foresta e l’impegno di attivisti disposti a rischiare la vita per proteggere l’ambiente. La proiezione sarà seguita da un incontro con la regista Fabiana Fragale.

Con il secondo lungometraggio Nuked, il regista canadese Andrew Nisker – già in passato ospite del Festival – ci riporta indietro nel tempo, alla seconda metà degli anni ’40, all’atollo di Bikini, primo paradiso contaminato dai test nucleari statunitensi destinati a protrarsi per oltre un decennio nelle Isole Marshall. Film che inizia dove il pluripremiato
Oppenheimer finisce, il lungometraggio alterna materiali d’epoca inediti, ritrovati negli archivi militari americani, ad interviste agli abitanti delle isole ‒ ancora costretti alla diaspora ‒ mostrando le conseguenze delle detonazioni nucleari sul territorio e sul destino della popolazione locale anche a quattro generazioni di distanza.
Ricostruzioni e testimonianze svelano le verità nascoste dietro le versioni ufficiali diffuse dal governo degli Stati Uniti su uno dei capitoli salienti della Guerra fredda e su una storia del passato che, oggi, rischia di tornare attuale. La proiezione sarà seguita da un incontro con il regista.

Sempre in serata, viene proposto un altro titolo della sezione Made in Italy. Bangarang, di Giulio Mastromauro. Focalizzato su una delle città più inquinate non solo del nostro Paese, ma del mondo, il film racconta che cosa significa oggi essere bambini a Taranto e crescere in una città che da sessant’anni ospita la più grande acciaieria in Europa ed è teatro di uno dei più gravi disastri sanitari e ambientali della storia del vecchio Continente. La proiezione sarà
seguita da un incontro con il regista.

In contemporanea, in una proiezione open air all’Imbarchino del Valentino, il Festival propone ancora un titolo della sezione Panorama. Ispirato ai due giovani registi, Manon Turina e François Marques, dalla trasfigurazione subita durante la pandemia da una metropoli solitamente frenetica come Londra, Green City Life (ore 21:45) si interroga sul modo in cui potrà essere costruita la città del futuro, in grado di coniugare i benefici della campagna e i vantaggi delle aree urbane. Alla ricerca di esempi concreti e rivoluzionari che riportano la natura nel cuore delle città, i due viaggiano in Messico, Europa e Stati Uniti. A ogni tappa, con l’aiuto di associazioni, imprenditori, esperti del luogo, trovano fonti di ispirazione – dalla rivegetazione all’agricoltura urbana – utili per disegnare la città green di domani e invitare all’azione amministrazioni pubbliche, compagnie private e semplici cittadini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-06-2024 alle 22:16 sul giornale del 06 giugno 2024 - 22 letture






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